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Rispondi così

Un profilo che fa capire chi sei in 3 secondi

Non serve essere famosi: serve un piccolo pubblico che si fida di te. Decidi di cosa parli e a chi, sistema il profilo, e scambia valore con attenzione: 8 contenuti utili ogni 2 promozionali.

Schema della bio

Aiuto [chi] a [risultato concreto]. [Una cosa vera che ti rende credibile]. Scrivimi "INFO" per [cosa ricevono].

Commento sotto un profilo della tua nicchia

Sul punto 2 sono d'accordo, a me è successo lo stesso quando [esperienza vera]. Tu come l'hai risolto?

Risposta a chi ti scrive dopo un contenuto

Grazie per avermi scritto! Cosa ti ha colpito di quel video? Raccontami un po' di te.

Cosa c'è dietro

Il personal branding è lo spazio che occupi nella testa delle persone. Quando pensano a un certo tema, pensano a te.

Non serve essere famosi, scrivere libri o avere 100.000 follower. Basta un piccolo pubblico che si fida. E non è una cosa da vanitosi: è un'assicurazione sul tuo lavoro.

Riccardo Scandellari usa un'immagine che rende bene l'idea. Online puoi trattare le persone come nel tuo negozio. Il caffè che offri si chiama contenuto. La stretta di mano si chiama relazione. Se non sei già noto, l'unico scambio che funziona è dare valore in cambio di attenzione.

Meglio piacere tanto a pochi

Chi pubblica contenuti è sempre di più. Per distinguerti devi smettere di essere tutto per tutti e difendere qualcosa di preciso. Prendi posizione, senza insultare nessuno: il pubblico si restringe, ma chi resta ti segue davvero.

Parti da 3 cose. Di cosa parli. Cosa ti distingue dagli altri che fanno cose simili. A chi ti rivolgi. Per trovare cosa ti distingue: elenca i problemi del tuo pubblico, i vantaggi che offri tu, guarda cosa fanno gli altri.

Il profilo

Una persona dà al tuo profilo circa 3 secondi prima di decidere se restare. In quel tempo deve capire chi sei e perché dovrebbe seguirti.

La foto deve far capire chi sei. Il nome dev'essere facile da trovare, con una parola della tua nicchia. La bio parte dal perché, poi il come e il cosa (l'idea è di Simon Sinek, Partire dal perché), e chiude con un invito. Le storie in evidenza, poche e aggiornate: chi sono, la mia storia, cosa offro, recensioni, risposte ai dubbi più frequenti.

Poi guarda la griglia tutta insieme. Si capisce subito cosa fai, o è un mucchio confuso?

Perché le persone ti seguono

Nessuno apre Instagram per comprare. Le persone sono lì per essere informate, ispirate o intrattenute. Se ti chiedi perché segui qualcuno, la risposta è quasi sempre una di queste 3.

Ogni social ha la sua lingua. Instagram è una telecamera sul dietro le quinte: tono intimo, aperto alla relazione. Mostra come lavori, cosa impari, i momenti veri. Le sole ricondivisioni di contenuti altrui non costruiscono la tua identità.

I 4 tipi di contenuto

Pensa a un imbuto.

Da condividere: ispirazione, ironia, emozione. Ti fanno conoscere da gente nuova.

Utili: insegnano qualcosa. Ti danno autorevolezza. Guardi quante persone li salvano.

Personali: la tua storia, i tuoi valori. Creano vicinanza. Guardi la qualità dei commenti e dei messaggi.

Promozionali: presentano quello che offri. Su 10 contenuti, 8 di valore e 2 promozionali. E anche quei 2 possono insegnare qualcosa.

Un tema per contenuto, un solo invito per volta ("scrivimi", "salva il post"). Un contenuto funziona quando si capisce senza fatica. Un piano editoriale su un foglio di calcolo ti evita di improvvisare, ma tienilo flessibile.

Racconta la tua storia

Le persone non scelgono solo un servizio. Scelgono la storia che c'è dietro. Uno schema semplice: un personaggio, un obiettivo, una difficoltà, un aiuto, un finale. Le storie brevi di tutti i giorni sono l'allenamento migliore.

Raccontare un obiettivo in pubblico è anche un patto con te stesso: diventa più difficile mollarlo. E quando racconti un evento o un piccolo traguardo, spesso sono gli altri a scriverti per chiederti come va.

Se parti da zero

Immagina di esserti appena trasferito in una città nuova. Non organizzi subito una festa: non verrebbe nessuno. Prima vai alle feste degli altri e inizi a parlare.

Commenta i profili più seguiti della tua nicchia, con commenti sinceri e intelligenti. Chi riceve valore tende a ricambiare. Le azioni forzate si notano.

Le paure di chi inizia sono 3: essere criticato, non essere capace, non distinguersi. Sono normali. Si superano solo pubblicando.

Prima di vendere qualcosa

Nessuna strategia ti rende autorevole se non lo sei. Chiarisci prima quale problema risolvi e come la vita di chi ti sceglie migliora davvero. Poi un'offerta che si capisce in una frase, e qualche settimana di contenuti sul problema che risolve. Chi ti segue da anni e chi ti ha scoperto ieri non reagiscono allo stesso modo.

La pubblicità a pagamento ti fa conoscere, ma la fiducia non si compra.

Errore da evitare

Pubblicare quello che pubblicano tutti. Stessi cliché, nessun filo conduttore, un giorno un tema e il giorno dopo un altro. Gli errori tecnici sono la parte più facile da correggere. L'incoerenza è quella che costa di più.

Fonti: slide di un modulo di formazione sul personal branding; appunti di una giornata di formazione sui social media; Riccardo Scandellari, Fai di te stesso un brand; appunti di un incontro sul personal branding (2023), 2021. 6 min di lettura.

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