Cosa c'è dietro
"Segui la tua passione" è un consiglio che suona bene e funziona poco. Lo scrittore e docente Cal Newport lo chiama teoria della passione, e la smonta: il più delle volte una passione non può diventare un lavoro. In aula si faceva l'esempio dei Lego. Ti possono piacere moltissimo, ma raramente diventano il tuo mestiere.
La strada che funziona più spesso è un'altra. Trova qualcosa in cui sei bravo, o in cui puoi diventarlo, e fallo. Diventa così bravo che gli altri non possono ignorarti. La passione, di solito, arriva dopo: ti appassioni a quello che sai fare bene. Un formatore lo diceva così: devi diventare abbastanza bravo che la cosa che non ti piaceva fare diventa piacevole. "Fai solo quello che ti piace" non porta risultati. Fallo finché non ti pesa più.
Rare e preziose
Non tutte le competenze valgono uguale. Quelle che contano sono rare e preziose: poche persone le hanno, e a molte servono. Sono loro a darti valore sul mercato. Newport le chiama capitale di carriera: un patrimonio che accumuli e che puoi spendere per avere più scelta.
Chi ha costruito molto, di solito, è diventato prima molto bravo in una cosa sola, e solo dopo ha diversificato.
Per diventare maestro, negli appunti tornano sempre 3 ingredienti: un modello da copiare, cioè un mentore; l'immersione totale, perché per un periodo nella tua testa quella è la priorità; la ripetizione nel tempo. E 3 tratti di chi cresce più in fretta: volontà, essere allenabile, avere fame.
Pratica con feedback
Ripetere non basta. Puoi fare la stessa telefonata male per 10 anni. Serve la pratica consapevole: lavorare ogni volta su un punto preciso, un po' oltre quello che sai fare. E diventa molto più veloce con il feedback, cioè con qualcuno che ti dice cosa cambiare.
Si cita spesso la regola delle 10.000 ore per diventare maestri in un campo. Va presa come un ordine di grandezza, non come un numero esatto: lo psicologo Anders Ericsson, dai cui studi nasce, ha precisato che conta la qualità della pratica più del conteggio.
I 4 stadi della competenza
Qualsiasi attività o relazione nuova passa da 4 stadi:
- Inconsapevolmente incompetente: non sai di non sapere.
- Consapevolmente incompetente: ti accorgi di quanto ti manca. È il momento più scomodo. Qui le strade sono 2: o smetti, o ti formi.
- Consapevolmente competente: sai farlo, ma devi pensarci.
- Inconsapevolmente competente: lo fai senza pensarci.
Più sai, più ti accorgi di non sapere. È un buon segno.
I 3 stadi della padronanza
Un formatore li descriveva così:
- Impacciato: i primi mesi, in cui non capisci bene cosa fare.
- Meccanico: riesci a farlo, ma in modo rigido, seguendo i passi uno per uno.
- Naturale: è il livello di chi guida gli altri.
Al terzo stadio non ci arrivi per sbaglio. Ci arrivi attraversando gli altri 2.
Come si impara
Il processo ha 6 passaggi: conoscere (con la logica), capire (con le emozioni), accettare, applicare, ottenere un risultato e infine insegnare. Ognuno ha bisogno del precedente.
L'apprendimento nasce da ripetizione e applicazione. Ripetizione più esperienza uguale conoscenza. E l'ultimo passaggio, insegnare, è quello che fissa davvero quello che sai. Se smetti di imparare, smetti di crescere.
Quando impari una cosa perché devi, la dimentichi. Quando la impari perché vuoi, te la ricordi. Si impara meglio quando ti diverti, quando sei coinvolto in prima persona e quando hai energia. Una lezione ascoltata stanco e passivo lascia poco. Come diceva un formatore: se non sudi, non impari. Prima di un corso chiarisci cosa vuoi portarti a casa. E ricorda che gli appunti sono assegni non ancora incassati: valgono quando li applichi.
Essere allenabile
In inglese si dice coachable: disposto a farsi allenare. Sembra facile. Lo è finché ti chiedono di fare cose con cui sei d'accordo. Capisci se sei allenabile quando fai una cosa che non avresti scelto tu, la provi davvero e poi giudichi dai risultati.
Qualche frase raccolta in aula sullo stesso tema:
- Lo so che lo sai. Ma lo fai? Sapere e fare sono 2 cose diverse.
- Studiare e basta non basta. Il punto in cui non capisci niente è proprio quello dove devi imparare.
- Puoi cominciare senza competenze, ma non puoi continuare senza crescita.
- La differenza non la fa il talento, la fa l'allenamento. Confronta ogni settimana quello che fai con quello che dovresti fare: il miglioramento sta in quella distanza.
- Chi crede di sapere tutto ha smesso di migliorare. "Secondo me si fa così", detto da chi è appena arrivato, è il segnale.
E una trappola: quando ottieni risultati in fretta pensi di essere bravo e smetti di ascoltare. Smetti di imparare e, quasi sempre, poco dopo smetti del tutto.
Errore da evitare
Aspettare di trovare la passione prima di impegnarti. Così passano gli anni a cercare, senza costruire niente su cui appassionarti.
Fonti: appunti di formazione; note di eventi di formazione; Cal Newport, So Good They Can't Ignore You, 2023. 5 min di lettura.