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Rispondi così

Quando non funziona niente e vorresti cambiare tutto

Spesso non è che non funziona: sei tu che non stai ancora funzionando. Prima di cambiare tutto, cambia un dettaglio alla volta. Una barca che corregge la rotta di un grado arriva in un altro porto.

A te stesso, dopo una giornata a vuoto

Non chiedo "funziona?". Chiedo "cosa posso correggere di un grado?". La prima frase, l'orario, la persona a cui chiedo.

A chi nel gruppo vuole mollare

Prima di decidere che non funziona, guardiamo insieme le tue ultime 10 telefonate. Scommetto che c'è una cosa piccola da cambiare.

Cosa c'è dietro

Immagina 38 tentativi e zero risultati. È il momento in cui metti in dubbio tutto: il metodo, il gruppo, te stesso. L'istinto dice "non funziona".

Un relatore proponeva un'altra lettura: spesso non è che non funziona, è che non stai funzionando tu, almeno non ancora. La soluzione quasi mai è rivoluzionare tutto. È correggere piccole cose. Una barca che cambia rotta di un solo grado arriva in un porto completamente diverso.

E il periodo in cui va tutto bene arriva quasi sempre dopo quello in cui non andava niente. In ogni sfida o vinci o impari.

Per fortuna fai fatica

Un formatore raccontava di aver invidiato, all'inizio, chi otteneva risultati subito. Col tempo ha capito il contrario: chi ottiene tutto in fretta spesso non costruisce le basi per tenerlo. Quello che arriva facilmente se ne va in fretta.

  • Se non costa, non vale. Dai valore a quello per cui hai pagato un prezzo.
  • Quello che è scomodo oggi diventa comodo domani. La seconda telefonata difficile pesa già meno della prima.
  • La ripetizione è maestra di ogni abilità. Come si diventa bravi? Non mollando.

In questi contesti si cita spesso Open, l'autobiografia di Andre Agassi: anni di allenamenti ripetitivi, anche odiati. Il messaggio che molti ne traggono è che la bravura nasce dalla ripetizione.

Breve e lungo periodo

Sopravvalutiamo quello che possiamo ottenere in 1 o 2 anni e sottovalutiamo quello che possiamo ottenere in 10. Così ci scoraggiamo dopo pochi mesi e abbandoniamo cose che avrebbero dato molto.

Pensare lungo non vuol dire rimandare. Una scadenza alza la prestazione. Chi pensa "tanto c'è sempre una prossima volta" non si impegna mai fino in fondo. Tieni insieme una visione lunga e obiettivi vicini con una data.

Picchi e valli

Più alti sono i picchi, più profonde sono le valli. Quando sei in fondo a una valle non vedi il tuo obiettivo, perché il picco davanti ti copre la vista. Non è sparito.

Sui picchi serve ispirazione: alza lo sguardo e fissa traguardi nuovi. Nelle valli serve azione. L'unico modo per uscire da una valle è raddoppiare l'azione. Quando fai, non hai tempo di rimuginare, e in una valle pensare troppo blocca.

Le cose straordinarie sono cose normali fatte bene tutti i giorni.

Bendato

In più di un evento è stata mostrata una scena del film Facing the Giants (2006), in italiano Affrontando i giganti. L'allenatore chiede al giocatore più forte, convinto che la partita successiva sia già persa, di attraversare il campo carponi con un compagno sulla schiena. Bendato, perché non si fermi quando potrebbe andare più lontano. Il ragazzo pensa di arrivare a una trentina di metri. Arriva in fondo al campo.

2 lezioni. Il limite spesso è nella testa, non nelle gambe: se guardi quanto manca, decidi in anticipo che non ce la fai. Guarda il passo che hai davanti. E chi è un riferimento trascina gli altri: se il più forte accetta la sconfitta, la accettano tutti.

Sul legame tra piccoli sforzi e risultati nel tempo, vedi anche Quando lavori tanto e non vedi ancora niente.

Errore da evitare

Cambiare tutto insieme dopo una settimana storta: script, orari, persone, metodo. Così non sai più cosa funzionava. Cambia una cosa, aspetta 2 settimane, guarda i numeri.

Fonti: note di eventi di formazione; appunti di un corso su delega e controllo (2022); film Facing the Giants (2006), 2022. 4 min di lettura.

Ancora in "La testa"