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Rispondi così

Ricontattare senza inseguire

Quasi nessuno decide al primo incontro. Se sparisci, decide senza di te. Se insegui, lo allontani. Fissa sempre il prossimo passo, prenditi tu il silenzio e dai scadenze vere.

Alla fine di ogni incontro

Perfetto, allora ci risentiamo giovedì alle 18 per le tue domande. Te lo segno ora così non ce lo dimentichiamo.

Dopo qualche giorno di silenzio

Ciao Federico, scusami, sono stati giorni pieni e non sono riuscito a risentirti. Come stai? Hai avuto modo di pensare a quello che ci eravamo detti?

Per chiedere una decisione

Ciao Sara, ormai hai tutto quello che ti serviva. La prossima settimana organizzo l'agenda dei nuovi clienti: mi fai sapere entro venerdì? Se non è il momento, nessun problema, restiamo in contatto.

Se ti dice "devo pensarci"

Certo, prenditi il tempo che ti serve. Cosa ti servirebbe sapere per decidere con calma nei prossimi giorni?

Cosa c'è dietro

Pochissime persone decidono al primo incontro. Ci pensano, ne parlano a casa, cercano informazioni. Se sparisci, decidono senza di te. Se le insegui con messaggi insistenti, le allontani. Il follow up che funziona sta nel mezzo: ci sei, con rispetto e con una direzione chiara.

È la fase in cui si perdono più persone. Non per colpa loro: perché nessuno le ricontatta nel modo giusto.

Da un incontro nasce sempre il prossimo

Un formatore aveva una regola fissa: non chiudere mai un incontro senza aver fissato il prossimo. Data, ora, modo. Segna tutto in calendario davanti alla persona. Elimina il problema più comune: il "ci sentiamo" vago che non diventa mai una telefonata.

Se ti dice "devo pensarci", non forzare. Resta nel processo: "Ti mando qualche informazione in più, qual è il numero migliore? Ti scrivo entro 5 minuti." Poi chiedi cosa le serve per decidere. Così il follow up diventa un servizio, non un'insistenza.

Lascia il timone a lei

Quando una persona sente che non è obbligata, si rilassa e ti dice cosa pensa davvero. Quando sente pressione, si difende con le scuse. Ricordale che può uscire quando vuole. Non far pesare quello che sai: fai sentire che ha ragione a voler capire bene.

Prenditi tu il silenzio

Se è passato del tempo, non rimproverare. Niente "non mi hai più risposto". Riprendi tu il filo, anche se il silenzio è stato suo. Chi riceve il messaggio non si sente accusato e risponde più volentieri.

Scadenze vere

Dopo qualche contatto senza una risposta chiara, è giusto chiedere una decisione, con gentilezza e con una data. Due condizioni: la scadenza deve essere vera, e deve lasciare la persona libera di dire no. La gente rispetta il tuo lavoro nella misura in cui lo rispetti tu.

Se è no, ringrazia, resta in buoni rapporti e chiedi se conosce qualcuno a cui potrebbe servire (vedi la scheda sulle referenze). Non sprecare energie a convincere chi non vuole.

Il follow up che lavora da solo

I siti ti chiedono sempre la mail per un motivo: fare follow up. Tu puoi fare lo stesso, da persona.

Tieni una lista di chi è in attesa, con ultimo contatto e prossimo passo. E racconta quello che fai: un evento, un piccolo traguardo, una cosa che hai imparato. Una storia a settimana basta. Chi è in follow up la vede. Spesso finisce che sono loro a scriverti: "Come sta andando?". A quel punto non stai inseguendo, stai rispondendo.

Errore da evitare

La scadenza finta. "Ultimi 2 posti" quando non è vero. Funziona una volta. Poi la persona lo scopre e non ti crede più, nemmeno quando dici la verità.

Fonti: appunti di formazione; note di eventi di formazione, 2023. 4 min di lettura.

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