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Rispondi così

Quando qualcuno del gruppo ha perso la spinta

Non puoi motivare nessuno a parole. Puoi dargli una responsabilità vera, le informazioni giuste e qualche prima volta da festeggiare. La motivazione arriva dopo.

Per dare una responsabilità

Ho bisogno di te per una cosa precisa. Giovedì te la senti di fare tu le telefonate di conferma? Poi ci sentiamo e mi racconti.

Per celebrare una prima volta

Ho visto che hai fissato il tuo primo appuntamento. Complimenti davvero. Com'è andata la telefonata?

Per capire dove si è inceppato

Ti va di dirmi cosa ti manca in questo momento? Un'informazione, un aiuto pratico o un obiettivo più chiaro?

Cosa c'è dietro

Nessuno motiva nessuno. Dall'esterno puoi solo entusiasmare. La motivazione vera nasce dentro, e nasce quasi sempre da una responsabilità.

Chi sta in panchina non si motiva. Se una persona non è coinvolta resta fuori dal gruppo, e prima o poi va a cercare la spinta altrove. Il tuo lavoro è aiutarla a fare quello che vorrebbe fare ma da sola non riesce.

Il ciclo

Motivare è un metodo, in 6 passaggi:

  1. Contatto. Senza una relazione regolare non guidi nessuno.
  2. Informazione. La persona deve sapere cosa fare e come farlo.
  3. Azione. L'informazione diventa una cosa concreta da fare.
  4. Delega. Un compito affidato è il modo professionale di dire "conto su di te".
  5. Controllo. Segui, verifichi, correggi. Senza controllo la delega diventa abbandono.
  6. Motivazione. È il risultato del ciclo, non il punto di partenza.

Quando qualcuno si spegne, non fargli un discorso. Cerca il passaggio saltato. Spesso è il contatto, oppure una delega lasciata senza controllo.

L'informazione giusta

Saper motivare coincide in buona parte con saper comunicare: l'informazione giusta, alla persona giusta, nel momento giusto, con il canale giusto.

I canali non si equivalgono. La telefonata porta il tono di voce, che spesso vale più delle parole. L'incontro dal vivo serve per i momenti importanti. Il messaggio scritto va bene per materiali e promemoria, mai per una conversazione delicata. Le chat di gruppo funzionano con un obiettivo preciso e una durata limitata.

Conta anche la direzione:

  • Verso chi guidi: informazioni filtrate, quanto basta. Con una persona nuova l'errore più comune è dire troppo, subito.
  • Verso chi ti guida: tutto, senza filtri, in modo neutro e veloce.
  • Tra pari di gruppi diversi: solo se chi li guida lo sa.

Le persone educano come sono state educate. Se metti il metodo dal primo giorno, chi arriva dopo lo copia senza che tu debba spiegarlo.

Le prime volte

Il primo sì al telefono. Il primo appuntamento. La prima volta che qualcuno ti ha detto "mi fido di te". La prima delega, la prima testimonianza davanti a un pubblico, una cena con il gruppo, un grazie.

Ognuna è uno scatto in avanti. La prima volta di qualcosa alza l'asticella, ti fa sentire in crescita, e la crescita motiva. Un genitore non dà per scontati i primi passi di un figlio: li fotografa. Fai lo stesso con i progressi di chi guidi. Notali e dillo, possibilmente il giorno stesso.

L'entusiasmo sta alla motivazione come la passione sta all'amore. La passione brucia forte ma non dura. L'amore è quello che resta. Se crei tanti momenti di entusiasmo, la persona si affeziona a quella sensazione di crescita e comincia a muoversi da sola.

E la tua motivazione

Se nessuno può motivarti da fuori, te la costruisci tu. Serve un perché e servono obiettivi chiari. Quando gli obiettivi non sono abbastanza chiari, crea degli obblighi: impegni piccoli e concreti che rispetti anche nelle giornate storte. Per esempio una telefonata di valore al giorno, per 30 giorni.

Una frase sentita in aula: il mondo non si divide tra bravi e meno bravi, ma tra chi sa crearsi degli obblighi e chi no.

Errore da evitare

Provare a motivare con le parole una persona a cui non hai dato niente da fare. Il discorso dura una sera. Una responsabilità vera, seguita bene, dura settimane.

Fonte: appunti di due edizioni di un corso su delega e controllo (2021 e 2022), 2022. 4 min di lettura.

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