Cosa c'è dietro
Il tema l'ha reso popolare lo psicologo Daniel Goleman. In formazione è stato riassunto così: intelligenza emotiva è saper dire quello che pensi senza ferire nessuno. E saper dire a te stesso cosa pensi di te senza ferirti.
Quando guidi un gruppo, i problemi tecnici raramente sono il vero problema. Lo sono le emozioni non gestite. La catena è sempre quella: un non detto diventa malumore, il malumore litigio, il litigio conflitto.
Funziona come un muscolo. Una contrattura ignorata diventa uno stiramento, poi uno strappo. Un fastidio non detto, se lo trascini, diventa una rottura.
Prima tu
Non puoi dare quello che non hai. Se sei svuotato o stressato non sostieni nessuno. Lo stress per qualche giorno dà adrenalina, a lungo logora.
Uno strumento semplice per quando ti senti appesantito: prendi un foglio, scrivi tutto quello che ti pesa senza filtri, poi strappalo. Scrivere aiuta a mettere ordine, strappare chiude.
Il semaforo
Prima di parlare, guarda di che colore è il semaforo della persona:
- Verde: vuole e può. È il momento di spingere e dare obiettivi.
- Giallo: qualcosa la frena. Serve ascolto, capire cosa sta succedendo.
- Rosso: non è il momento. Occupati della persona prima che dell'attività.
Conoscere cosa vogliono
Il cervello funziona come un missile a ricerca: con un bersaglio chiaro lo raggiunge anche se si sposta. Senza, non fai nemmeno il minimo.
Devi conoscere con precisione cosa vogliono le persone che guidi, aiutarle a dirlo e tenerlo vivo. Gli scopi cambiano con la vita, quindi vanno aggiornati.
Lo psicologo Abraham Maslow ha descritto i bisogni come una piramide. In formazione è stata semplificata in 2 famiglie: bisogni materiali (riposo, casa, sicurezza) e bisogni esistenziali (appartenere a un gruppo, essere riconosciuti, realizzarsi). I bisogni sono uguali per tutti, cambia il modo di soddisfarli. Le persone raramente si impegnano solo per denaro. E se non valorizzi la presenza di qualcuno, finirai per valorizzarne l'assenza.
Stima, lodi, suggerimenti
La maggior parte delle persone non ha ancora mostrato il proprio potenziale. Guardale per chi possono diventare. Se demolisci l'autostima di qualcuno, uccidi la sua iniziativa.
Per ogni cosa da migliorare, prima 3 cose fatte bene. E al posto dei consigli non richiesti, che suonano arroganti, offri suggerimenti: lasciano la scelta all'altro.
Il rapporto giusto è professionale ma caloroso: amichevole, senza diventare semplicemente amici. Guida con sentimento, ma non farti guidare dal sentimento. Guidare vuol dire anche saper dire di no.
4 domande prima di reagire
- Che situazione c'è? I fatti.
- Cosa voglio ottenere?
- Quali possibilità ho?
- Quale scelgo?
Spesso non scegli tra quello che vuoi e quello che non vuoi, ma tra più opzioni imperfette.
Il colloquio
Il colloquio personale è diverso da una chiacchierata. Ha un obiettivo e si parla di lavoro. Nella chiacchierata si parla della persona. Servono tutti e 2. Il colloquio si prepara: luogo, data, argomento.
Per chiuderlo, 4 domande: cosa ti ha colpito, cosa decidi di applicare, cosa succede nei prossimi mesi se lo applichi, cosa succede se non lo applichi.
Ascoltare
- Se l'altro non ha capito, il problema è di chi comunica.
- Spesso chi parla sta parlando a se stesso: sta cercando una risposta. Lascialo arrivare.
- Interrompere ferisce. Comunica disinteresse.
Tra quello che dici e quello che l'altro capisce ci sono filtri: lo stato d'animo, il dare per scontato, l'attenzione, gli obiettivi di ciascuno, la mancanza di riscontro, lo stile di comportamento. Per l'ultimo vedi i 4 stili di comportamento.
Errore da evitare
Pensare che gli altri siano come te. Abbassa il giudizio, alza la curiosità.
Fonti: appunti di un seminario di formazione sull'intelligenza emotiva; slide dello stesso seminario, 2021. 6 min di lettura.