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Rispondi così

Aiutare a decidere al secondo incontro

Dopo che la persona ha visto cosa proponi, il tuo lavoro è farle domande, non ripetere la spiegazione. Poi chiedi una decisione chiara.

Invece di "che ne pensi?"

Cosa ti è piaciuto di più? Quale parte ti ha colpito?

Per parlare di obiettivi

Cosa ti piacerebbe che fosse diverso tra 2 anni?

Per le aspettative

Quanto tempo a settimana potresti dedicarci davvero, senza raccontarci storie?

Per chiedere la decisione

Da quello che mi hai detto, per me ha senso. Ti va di iniziare?

Perché funziona

Chi fa domande guida la conversazione. Chi spiega la subisce. Dopo una presentazione la persona ha già tutte le informazioni che le servono: ripeterle non aiuta. Aiuta capire cosa le interessa e cosa la frena.

Chi ottiene buoni risultati in questi incontri ha alcune cose in comune. Non ha bisogno di quel sì, e la persona lo sente. Entra aspettandosi una risposta positiva, e si sente nel tono. È preparato sulle domande frequenti e sui passi successivi. Parla meno di quanto pensi.

I professionisti veri non vanno a caccia di prede. Vogliono aiutare le persone.

I primi minuti: il clima

Prima di parlare di qualsiasi cosa, crea un clima disteso. Un obiettivo concreto: farla sorridere nei primi minuti. Chiedi del lavoro, del tempo libero, di cosa le piace. Ascolta e ricorda: ti servirà dopo.

Cosa l'ha colpita

"Che ne pensi?" invita a fare l'elenco dei dubbi. "Cosa ti è piaciuto di più?" invita a guardare quello che l'ha interessata. Parti da lì.

I suoi obiettivi

Sposta l'attenzione su di lei: "Che obiettivi hai in questo momento?", "Cosa ti piacerebbe cambiare nei prossimi anni?". Puoi ragionare per orizzonti: tra 2 anni, tra 5, tra 10. Più gli obiettivi sono chiari, più è facile capire se quello che offri la aiuta oppure no. Se non la aiuta, dillo.

Una storia che le somigli

Usa quello che hai ascoltato per raccontare una storia vera, tua o di un cliente, che le somigli: "Anche io all'inizio avevo poco tempo e parecchi dubbi". Le storie convincono più delle caratteristiche. Il metodo del racconto è nella scheda sulla fiducia.

Aspettative realistiche

Prima della decisione, chiarite cosa si aspetta e cosa è disposta a metterci. 3 domande, ispirate a Eric Worre: cosa vorrebbe ottenere, quante ore a settimana può dedicarci davvero, per quanti mesi è disposta a mantenere l'impegno anche senza vedere subito risultati.

Se le aspettative non sono realistiche, dillo. Meglio una persona che parte sapendo cosa l'aspetta di una che parte con un'illusione e sparisce dopo un mese.

La domanda di decisione

Quando hai ascoltato tutto, chiedi in modo chiaro. Evita le domande che aprono 10 porte: "Allora come vuoi fare? Ci pensi? Vuoi vedere altro?".

Se la risposta è sì, non ricominciare a spiegare. "Perfetto, iniziamo." E fissate subito il primo passo concreto (vedi la scheda su dopo il sì).

Se ha bisogno di tempo, fissate il prossimo appuntamento prima di salutarvi. Se dice no, ringrazia e chiedi se conosce qualcuno a cui potrebbe servire.

Errore da evitare

Vendere al primo incontro. Il primo serve a conoscere la persona e capire il suo problema. Prima il rapporto, poi il problema, poi la soluzione. In quest'ordine.

Fonti: appunti di formazione; note di eventi di formazione, 2021. 5 min di lettura.

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