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Smettere di fare tutto da solo

Fai prima tu, ma solo questa volta. Poi lo dovrai fare sempre tu. Ecco come affidare un compito in 5 passi senza perderne il controllo e senza scaricarlo.

Per proporre una delega

Questa cosa finora l'ho fatta io, ma credo sia giusto che inizi a farla tu. Per un paio di volte la facciamo insieme, poi la prendi in mano. Ti va?

Per correggere senza spegnere

Hai fatto bene 3 cose: hai salutato con calma, hai fatto domande, hai lasciato parlare. Adesso lavoriamo su una sola: la chiusura.

Per il controllo periodico

Come sta andando con le conferme? Non è un controllo su di te, voglio solo capire se ti serve qualcosa.

Cosa c'è dietro

Spesso si abbatte una foresta per fare una scatola di fiammiferi. Coinvolgi tante persone, ti impegni davvero, e appena pensi di aver svoltato ti giri e non c'è più nessuno.

Un gruppo cresce in 4 fasi: creare rete, gestire la rete, creare guide, gestire le guide. Le ultime 2 sono impossibili senza delega. Se salti questo passaggio non moltiplichi, sostituisci: 7 persone si fermano, ne arrivano 7 nuove, e così all'infinito. Sembra crescita, ma il gruppo non diventa mai più forte.

Delega o scarico

Delegare vuol dire far fare a un'altra persona una cosa che faresti volentieri tu, ma che è giusto che faccia lei.

La parola che conta è volentieri. Se affidi un compito solo perché a te pesa, stai scaricando. Lo stesso se lo affidi e poi sparisci. Lo scarico porta delusione. La delega, fatta bene, è una delle cose più motivanti che puoi dare a qualcuno: è il modo professionale di dire "ti stimo".

Perché non deleghiamo:

  • "Faccio prima da solo." Vero, quella volta.
  • "Nessuno lo fa come me." Può darsi, nel bene e nel male.
  • Paura di perdere il controllo, o poca fiducia.

Nessuno è mai davvero pronto. Si delega quando serve all'organizzazione, guardando diligenza, senso di responsabilità ed esperienza della persona.

I 5 passi

Prima c'è un passo zero: vendere la delega. La persona deve volerla e capire cosa ci guadagna in crescita.

  1. Io faccio, tu guardi. Non serve a mostrare come si fa, ma come si fa fare. Porta sempre qualcuno con te.
  2. Tu provi, io ti do un riscontro. In allenamento gli errori costano meno che in partita.
  3. Tu fai, io osservo. Non interrompo. Prendo nota e correggo dopo.
  4. Delega definitiva. Il compito è suo.
  5. Controllo periodico. Senza controllo la delega torna scarico. Il controllo non è sfiducia: è accompagnamento.

Quanto ci vuole? 1, 2, 3 mesi. Ma una volta fatto, resta. Se hai fretta, vai piano.

Quando correggi, usa 3 lodi e 1 correzione. Cerca 3 cose fatte bene, ci sono sempre. Poi indica una sola cosa da migliorare. Se non trovi le 3 lodi, non hai osservato abbastanza.

Una scala di deleghe

Le deleghe crescono con l'esperienza:

  • Chi è appena arrivato: mandare un materiale, presentare con stima un collega più esperto a un contatto, sistemare la propria lista nomi.
  • Chi ha già un po' di esperienza: accompagnare i nuovi nei primi giorni, fare telefonate di conferma e follow up, condurre un incontro individuale.
  • Chi guida già altre persone: organizzare eventi, avviare i nuovi al metodo.
  • Le guide più esperte: formare, parlare in pubblico, formare altri formatori.

A chi sta ancora valutando se lavorare con voi non si delega niente.

La regola che viene prima di tutte: una guida sa crearsi il lavoro da sola. Il motto del corso era "imparare, per insegnare a insegnare".

Errore da evitare

Delegare e sparire. Dopo 2 settimane scopri che la cosa non è stata fatta, ti arrabbi e la riprendi tu. La persona si sente bocciata e tu torni a fare tutto. Il passo 5 non è facoltativo.

Fonte: appunti di due edizioni di un corso su delega e controllo (2021 e 2022), 2022. 5 min di lettura.

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