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Rispondi così

Insegnare una cosa in modo che gli altri la ripetano

Spiegare non basta: le persone fanno quello che vedono fare. Spiega semplice, fallo insieme, poi guarda mentre lo fa da sola. E metti il tuo tempo su chi vuole davvero crescere.

Per proporre di farlo insieme

Facciamo così: le prime 3 chiamate le faccio io e tu ascolti. Poi fai tu la quarta e io sto qui.

Per presentare chi ti affianca

Ti presento la persona che mi ha insegnato quello che so. Non è tenuta a dedicarci tempo, lo fa perché ci crede. Prendiamola sul serio.

Per lanciare una sfida a tutto il gruppo

Questa settimana l'obiettivo è uno solo, uguale per tutti: 5 conversazioni nuove. Chi ci arriva lo festeggiamo venerdì.

Cosa c'è dietro

Puoi spiegare benissimo come si fa una telefonata. Poi la persona torna a casa e non la fa. A casa l'energia cala e la paura prende il sopravvento. Per questo il vero insegnamento avviene sul campo, insieme.

E prima di insegnare si impara. Studia una cosa sapendo che dovrai spiegarla: la capisci più a fondo. Per diventare bravi servono ripetizioni. Ci vuole tempo, e va bene così.

Il metodo in 3 passi

  1. Spiego in modo semplice. Pochi passaggi. Se non riesci a spiegarlo semplice, non l'hai ancora capito abbastanza.

  2. Lo facciamo insieme. La persona vede come lo fai davvero, con persone vere.

  3. Lo fai tu davanti a me. Osservo, correggo, incoraggio.

Funziona per tutto. Per invitare: spiego lo schema, chiamiamo insieme i primi nomi della tua lista, poi chiami tu mentre ascolto. Per presentare: mi guardi, poi fai tu una parte, poi tutta. Per accompagnare una decisione: assisti ai miei incontri, poi conduci tu e io intervengo solo se serve.

Prima del campo, allenatevi a coppie: uno fa la persona da chiamare, l'altro chiama. Ci si allena senza rischi.

Chi guida non dice cosa fare: lo fa vedere. Se vuoi che il gruppo chiami, chiama tu per primo, davanti a loro.

La semplicità si duplica, il talento no

Se ottieni risultati grazie a un dono personale, una parlantina fuori dal comune, nessuno potrà ripeterti. Se li ottieni con un metodo semplice, chiunque può impararlo. Persone normali più un sistema semplice danno risultati.

Ogni passaggio deve potersi spiegare in pochi minuti. Conta i numeri, non le prodezze: sapere quante azioni servono per un risultato e farle con regolarità vale più di un incontro fenomenale. E mostra i tuoi risultati, anche piccoli. Un piccolo traguardo raccontato con sincerità ispira più di uno grande descritto a parole.

Dai valore a chi ti affianca

Quando porti qualcuno da una persona più esperta, prepara il terreno: dai valore a chi incontrerà. Rende l'incontro più efficace e insegna a chi è nuovo a rispettare chi lo aiuta.

Insegnare non è fare da mentore

Insegnare un'abilità si può duplicare: basta un metodo. Fare da mentore è un'altra cosa. Vuol dire dare le informazioni giuste al momento giusto. I buoni mentori hanno fiducia in sé, collaborano e si prendono cura di te. Queste cose non si copiano da una dispensa: si sviluppano vivendo, attraversando situazioni difficili, uscendo spesso dalla zona di comfort.

Dove mettere il tuo tempo

In ogni gruppo l'impegno è diverso. La maggior parte partecipa ogni tanto. Una parte collabora con continuità accanto ad altri impegni. Una piccola parte ci mette tutto. Non è un giudizio: ognuno sceglie il suo livello. Tu formi e consigli, ma non scegli per gli altri. Se costringi qualcuno a fare più di quanto vuole, molla.

Metti circa l'80% del tuo tempo sul 20% che vuole crescere di più. Non sono per forza quelli che hai portato tu: cercali in tutto il gruppo. E continua a dare l'esempio: se lasci che a formare i nuovi siano solo i meno preparati, il livello del gruppo scende.

Sfide per tutti

Un errore classico: una sfida con un traguardo difficile e un premio ricco. Ci prova solo il 5% già motivato, gli altri non si muovono. Funziona molto meglio un obiettivo piccolo che chiunque può raggiungere, con un riconoscimento per tutti quelli che ci arrivano. Si muove tutto il gruppo.

Seguire nel tempo

Check a 7, 14 e 21 giorni con chi ha appena iniziato. Ogni 15 giorni guarda chi è attivo e chi no, e chiediti perché. Dividi i compiti tra chi guida in base a cosa sa fare meglio. E almeno ogni 3 mesi date al gruppo un'occasione per ritrovarsi dal vivo: certe spinte non passano con una spiegazione.

Errore da evitare

Dare il tuo tempo a chi lo chiede di più invece che a chi lo userà meglio. Sono spesso persone diverse.

Fonti: appunti di formazione; note di eventi di formazione, 2023. 5 min di lettura.

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