Cosa c'è dietro
Tutti esistono, pochi vivono davvero. Durante un evento un relatore diceva che la differenza la fanno i desideri: le persone infelici spesso sono quelle che hanno smesso di desiderare qualcosa.
Da bambini siamo felici senza condizioni. Da adulti ci sentiamo felici quando realizziamo qualcosa che sognavamo da piccoli. I desideri d'infanzia non sono ingenuità: sono indizi su quello che conta per te.
Dal desiderio allo scopo
Un desiderio da solo resta un sogno. Diventa scopo quando lo rendi chiaro e decidi cosa sei disposto a fare. La sequenza ha 3 passaggi:
- Desiderio: cosa vuoi davvero?
- Impegno: cosa farai ogni giorno per avvicinarti?
- Premio: il risultato, che coincide con il desiderio di partenza.
I sogni sono quelli che fai quando dormi. Gli obiettivi sono sogni che non ti fanno dormire.
Lo scopo non sono i soldi
Molti fissano obiettivi solo in cifre, poi raggiungono il numero e non sono più felici di prima. Il denaro ha senso quando lo traduci in cose vissute: tempo con chi ami, viaggi, serenità, poter aiutare qualcuno.
Il motivo batte sempre la capacità. Chi ha un perché forte impara quello che non sa. Chi ha tante capacità e nessun perché si ferma alla prima difficoltà. Prima del come, chiediti perché.
Negli appunti c'è un esempio di come scriverlo in frasi concrete: avere tempo per crescere i figli, visitare il mondo, scegliere che vita fare indipendentemente da dove si è partiti, imparare a comunicare e a usare bene il proprio tempo.
Dolore o ispirazione
In aula si diceva che il cambiamento nasce più spesso dal dolore che dall'ispirazione. Molti a un certo punto smettono di inseguire i sogni e cominciano solo a scappare da quello che fa male.
Il dolore è un buon motore, ma se ti muovi solo per fuggire, ti fermi appena smette di far male. Lo scopo serve a continuare dopo.
Le paure si tramandano: il modo in cui i genitori hanno vissuto le difficoltà diventa spesso il comportamento dei figli, finché qualcuno non interrompe la catena.
I 5 rimpianti
Bronnie Ware, infermiera australiana, ha accompagnato per anni persone nelle ultime settimane di vita e ha raccolto i rimpianti che sentiva più spesso. In sintesi:
- Avrei voluto avere il coraggio di vivere la vita che volevo io, non quella che gli altri si aspettavano.
- Avrei voluto lavorare meno.
- Avrei voluto avere il coraggio di dire quello che provavo.
- Avrei voluto restare in contatto con gli amici.
- Avrei voluto concedermi di essere più felice.
Nessuno parla di soldi o di carriera. Parlano di coraggio, di relazioni, del permesso di essere felici. Usali come filtro per capire se il tuo scopo è davvero tuo.
Per un esercizio guidato, vedi Scrivere perché ti alzi la mattina.
Errore da evitare
Copiare lo scopo di un altro. Se il tuo perché è una frase sentita su un palco, regge una settimana. Se è una cosa che ti fa venire un nodo in gola quando la scrivi, regge anni.
Fonti: note di eventi di formazione; Bronnie Ware, The Top Five Regrets of the Dying, 2022. 4 min di lettura.