Cosa c'è dietro
Più il gruppo cresce, più persone ti chiedono tempo. Se lo dai a chi lo chiede per primo, finisci a rincorrere tutti e a non far crescere nessuno.
Ogni organizzazione funziona come una leva. Il lavoro vero lo fai a fondo con poche persone, al massimo una decina. È da loro che passa tutto il resto. Meglio poche persone che sanno lavorare di tante che non sanno.
80, 15, 5
Su 100 persone che incontrano quello che fai, l'impegno si divide più o meno così:
- 80 useranno solo quello che offri, come clienti, e non ci metteranno ore;
- 15 ci lavoreranno accanto a un altro impegno;
- 5 ci metteranno tutto.
Stessa attività, intensità diverse. Non è un giudizio: ognuno sceglie il suo livello. Tu formi e consigli, ma non scegli per gli altri. Se costringi qualcuno a fare più di quanto vuole, molla.
Capire i numeri ti toglie ansia. Per trovare più persone tra i 15 e i 5 non devi convincere gli 80: devi conoscere più persone. Tieni traccia di quante ne hai di fronte ogni settimana e ogni mese.
L'80% del tempo al 20%
Metti circa l'80% della tua energia sul 20% del gruppo che vuole crescere di più. Come lo riconosci? Non da quello che dice. Le persone che ti ripagano il tempo sono quelle che:
- ti cercano con costanza, senza che tu debba inseguirle;
- si presentano, agli incontri, alle formazioni, agli appuntamenti presi;
- passano all'azione dopo averti ascoltato.
La regola in una riga: investi il tempo con chi lo merita, non con chi ne ha bisogno. Ogni settimana chiediti con chi stai investendo il tuo tempo, con chi lo stai solo spendendo e con chi lo stai sprecando. Come valutare le persone sui fatti è in Valutare chi guidi senza essere ingiusto.
Non sono per forza quelle che hai portato tu: cercale in tutto il gruppo. Per riconoscerle devi conoscere di persona chi ne fa parte, non solo il suo nome in una chat.
Dare la priorità ad alcuni non vuol dire abbandonare gli altri. Per loro ci sono gli incontri di gruppo, i materiali, le formazioni aperte a tutti. E una regola vale per chiunque: non pretendere che una persona, soprattutto all'inizio, lavori da sola.
Chi è attivo, e uno alla volta
Un collaboratore attivo fa 3 cose: invita persone nuove, usa per primo quello che propone, continua a formarsi. Se ne manca una, sai su cosa lavorare con lui.
Anche tra chi merita il tuo tempo non puoi seguire tutti a fondo nello stesso momento. Fai come nella rotazione dei campi: ogni settimana concentrati su una persona, poi passa alla successiva. E dividi l'agenda a compartimenti stagni, un blocco per ognuno, invece di mescolare tutto in una giornata di messaggi.
Talent scout, non solo reclutatore
Chi recluta conta le persone che entrano. Chi cerca talenti guarda chi c'è dentro ognuna. La voglia non la crei tu: la trovi, e poi aiuti a uscire il potenziale che c'è già.
Il modo più rapido per farlo è far assaggiare un piccolo successo. Una telefonata andata bene fatta insieme, un primo appuntamento, un grazie davanti al gruppo. Chi ha provato una volta cosa si prova toglie da solo qualche limite che si era messo.
Servo, non schiavo
Il tuo tempo è un investimento: ragiona su cosa ti restituisce. Servire il gruppo è il tuo lavoro. Diventarne schiavo no. Se rispondi a ogni messaggio in 2 minuti, a qualsiasi ora, insegni a tutti che non serve organizzarsi. E le ore che restano per le persone su cui conta davvero lavorare diventano zero.
L'erba del vicino sembra sempre più verde quando non curi il tuo giardino. Prima di invidiare il gruppo di qualcun altro, guarda quanto tempo di qualità hai dato al tuo.
Errore da evitare
Dare il tuo tempo a chi lo chiede di più invece che a chi lo userà meglio. Sono spesso persone diverse. Chi ti chiama ogni giorno per lamentarsi ha bisogno di ascolto, ma chi ti chiama per dirti cosa ha fatto ha bisogno della tua agenda.
Fonti: appunti di formazione; note di eventi di formazione, 2023. 3 min di lettura.