Cosa c'è dietro
Molti aspettano di sentirsi sicuri per cominciare. Funziona al contrario: la fiducia è il risultato delle azioni che fai. Ogni volta che provi una cosa nuova e la porti a termine, anche male, ne guadagni un po'. Ogni volta che la eviti, ne perdi un po'.
Per questo la fiducia si consuma soprattutto per abitudini, piccole e ripetute. Eccone 9.
Le 9 abitudini
- Rimandare le cose nuove e difficili. Sono proprio quelle che ti danno fiducia. Se continui a rimandarle, ti togli l'unico allenamento che funziona.
- Dire sempre "non lo so fare". Limita le tue azioni, e senza azioni la fiducia non cresce. Chi non sbaglia mai non sta vivendo. E i pensieri, prima o poi, diventano azioni: se pensi di non saperlo fare, ti comporti di conseguenza.
- Non fare attività fisica. Il movimento regola l'umore e libera endorfine. Una camminata veloce cambia il modo in cui ti vedi più di mezz'ora di pensieri.
- Essere incoerente e mentire a te stesso. Ogni impegno che mantieni con te stesso è un voto di fiducia. Ogni impegno che salti è un piccolo tradimento, e te lo ricordi.
- Avere una postura chiusa. Il corpo trasmette fiducia agli altri e la programma in te. Prima ancora delle parole, il modo in cui stai in piedi racconta quanto credi in quello che fai. Lo stesso vale per come ti parli: dirti cose che aumentano la fiducia, a voce alta se serve, sposta la tua concentrazione.
- Pensare sempre al passato. Si dice: ieri è storia, domani è un mistero, oggi è un dono, per questo si chiama presente. Guarda dove sei oggi e cosa puoi fare adesso.
- Desiderare fortemente una cosa e non fare niente per ottenerla. Il desiderio senza azione diventa frustrazione, e la frustrazione ti convince che non sei capace.
- Cercare sempre l'approvazione degli altri. Va bene chiedere un parere e ascoltare un giudizio. Non va bene esserne in balia.
- Non imparare dagli errori. Il passo successivo è imparare anche da quelli degli altri: le persone intelligenti lo fanno, e si risparmiano parecchie cadute.
Dove metterti
Per avere più fiducia devi uscire dalla zona di comfort. Ma non troppo.
Immagina 3 cerchi uno dentro l'altro. Al centro c'è la zona di comfort: sai già fare tutto, non impari niente. Intorno c'è la zona di apprendimento, dove rendi meglio: le cose sono nuove ma alla tua portata. Più fuori c'è la zona di pericolo: troppo lontano da quello che sai fare.
Il punto giusto è il confine, dove l'apprendimento è attivo. E va allenato ogni giorno: la zona di comfort è come un elastico, se smetti di tirarla torna indietro. Se ti spingi troppo in là ti fai male, e perdi la fiducia che volevi costruire. Una persona timida che si iscrive a un corso di teatro è al confine. La stessa persona che accetta di parlare davanti a 500 sconosciuti la settimana dopo rischia di uscirne convinta di non essere capace.
Come ti parli
Un esercizio fatto in aula: scrivere le frasi che ti dici quando le cose vanno male. Venivano fuori cose come "non so organizzarmi", "tutte le cose nuove le mollo", "non piaccio a nessuno". Poi la domanda: avresti il coraggio di dirle a un'altra persona? Se no, perché le dici a te stesso?
4 domande per capire come ti tratti:
- Come ti valuti, da 1 a 10?
- Quanto spesso ti critichi?
- Quanto spesso riconosci i tuoi successi?
- Quanto spesso ti confronti con gli altri?
Le 5 abilità mentali
Durante un evento di formazione sono state elencate 5 abilità che sostengono la fiducia, e che si allenano come un muscolo:
- Visualizzare: vedere in anticipo la scena che vuoi vivere.
- Il dialogo interiore: come ti parli quando sbagli.
- Fissare obiettivi chiari.
- Un focus ostinato su quello che conta.
- Regolare le emozioni, invece di farti guidare da loro.
Per lavorare sulle frasi che ti ripeti, vedi anche Cambiare un'idea su di te che ti frena.
Errore da evitare
Aspettare di sentirti sicuro per provare. La sicurezza arriva alla terza o quarta volta che fai una cosa, quasi mai prima della prima.
Fonte: appunti di formazione, 2023. 5 min di lettura.