Cosa c'è dietro
Il colloquio personale è diverso da una chiacchierata. Nella chiacchierata si parla della persona: come sta, la famiglia, il weekend. Nel colloquio si parla di lavoro e c'è un obiettivo. Servono tutti e 2, ma se fai solo chiacchierate il gruppo non cresce, e se fai solo colloqui le persone si sentono numeri.
Un colloquio senza un obiettivo concreto diventa tempo perso per entrambi. Per questo si prepara, come un appuntamento importante.
Prima di sederti
Rispondi da solo a 4 domande:
- Che situazione c'è? I fatti, non le impressioni.
- Cosa voglio ottenere, adesso, da questo colloquio?
- Quali possibilità ho?
- Quale scelgo?
Spesso non scegli tra quello che vuoi e quello che non vuoi, ma tra più strade imperfette. Meglio saperlo prima.
Poi sistema le condizioni:
- Un obiettivo concreto. Senza, è una chiacchierata travestita.
- Il tempo necessario. Se l'argomento è troppo lungo, dividilo in 2 incontri.
- Un posto neutro e tranquillo, non in mezzo agli altri.
- Lo scopo detto prima. Se la persona sa di cosa parlerete, arriva preparata e non si sente presa in trappola.
- Nessun giudizio. Ascolti e ti metti nei suoi panni.
- Se c'è da correggere, si corregge, non si critica: 3 cose fatte bene e 1 da sistemare.
- Le cose da fare si decidono insieme.
10 occasioni per farlo
- Pianificare il lavoro.
- A inizio mese. La domanda da fare è una: cosa hai imparato?
- A metà mese, per un controllo.
- Per proporre una formazione. Un link mandato in chat non convince nessuno, una conversazione sì.
- Subito dopo una formazione, per raccogliere cosa le è rimasto.
- Quando la persona fa un passo avanti di livello.
- Ogni volta che cambia una delega.
- Quando c'è qualcosa da chiarire.
- Quando c'è una correzione da fare. Il messaggio è: mi dispiace di più se non me lo dici che se sbagli.
- Quando qualcuno decide di smettere. Anche quella è una conversazione da fare bene, a viso aperto.
Il principio dietro tutti e 10: anticipa. Un colloquio fatto prima costa 30 minuti, un problema scoppiato costa settimane.
La scaletta
- Saluto e qualche minuto di chiacchiera.
- Il motivo del colloquio.
- Il tempo che avete.
- Il suo punto di vista. Prima ascolti, poi parli.
- Cosa fare.
- Cosa succede se non lo fa.
- Un accordo scritto sulle cose da fare.
- Come e quando verificherete.
- Fiducia: dille che pensi che ce la può fare, e perché.
- La data del prossimo colloquio di verifica.
Per chiudere, 4 domande che la fanno ragionare da sola: cosa ti ha colpito, cosa decidi di applicare, cosa succede nei prossimi mesi se lo applichi, cosa succede se non lo applichi.
Per il tono e per dire una cosa scomoda senza ferire vedi Dire le cose senza ferire nessuno.
Errore da evitare
Uscire dal colloquio senza niente di scritto. Dopo una settimana ognuno ricorda una versione diversa di quello che vi siete detti. Un accordo scritto e una data di verifica trasformano una buona conversazione in un passo avanti.
Fonti: appunti di formazione sull'intelligenza emotiva (2023); appunti di formazione, 2023. 3 min di lettura.