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Rispondi così

Quando ti sembra di non essere andato da nessuna parte

Se ti misuri solo sulla distanza dal traguardo, ti senti sempre indietro. Misurati su quanta strada hai fatto. Ecco 2 minuti al giorno di gratitudine, come capire cosa ti dà energia, come ritrovare il tuo stato migliore e un esercizio sugli ultimi 12 mesi.

Frasi pronte da usare

Cosa c'è dietro

Puoi guardare la tua strada in 2 modi. L'imprenditore e coach Dan Sullivan li chiama gap e gain, il divario e il guadagno.

Nel primo guardi fuori: misuri la distanza tra dove sei e dove vorresti essere, o tra te e gli altri. La distanza c'è sempre, perché il traguardo si sposta mentre cammini. Ti senti sempre indietro.

Nel secondo guardi dentro: misuri la distanza tra dove sei oggi e dove eri un anno fa. Lì vedi quanta strada hai fatto. E l'unica persona con cui competi sei tu.

Gli obiettivi servono a dare la direzione. Per misurare i progressi, però, guarda indietro. Una frase sentita più volte: le persone felici hanno aspettative basse e gratitudine alta. Non vuol dire puntare in basso, vuol dire non misurare ogni giornata sul traguardo.

2 minuti al giorno

Ogni mattina scrivi 3 cose per cui sei grato. Ogni sera scrivi 3 cose che hai fatto o raggiunto. Piccole va benissimo: hai fatto la telefonata che rimandavi, hai ascoltato tuo figlio senza guardare il telefono, hai finito un capitolo.

La mattina ti mette nel verso giusto prima che arrivino i problemi. La sera ti fa vedere che la giornata non è stata vuota, anche quando non hai chiuso niente.

Gestire l'energia

Il livello di energia va gestito come un conto: se prelevi e basta, prima o poi sei in rosso. Comincia dal risveglio. Appena apri gli occhi, chiediti come stai. Stanco, carico, agitato? Ti dice già come impostare la mattina.

Poi chiediti: cosa mi dà energia? Le risposte cambiano da persona a persona. In un gruppo di formazione sono uscite queste:

  • gli eventi dal vivo;
  • lavorare con il proprio gruppo di persona, non solo al telefono;
  • viaggiare;
  • stare vicino a chi è più avanti di te.

Una cosa le accomuna: il movimento. Il dinamismo genera energia, l'immobilità la consuma. Quando ti senti scarico, spesso la risposta non è fermarti ma muoverti.

La tua casa emotiva

Ognuno ha un gruppo di emozioni in cui torna sempre, come si torna a casa la sera. In formazione la chiamavano casa emotiva, e i risultati ne dipendono più di quanto pensi.

Un esercizio fatto in aula: dividere le emozioni in 2 colonne. Quelle che ti danno forza (in quel gruppo uscirono l'amicizia, il lavoro di squadra, avere un obiettivo, realizzare un sogno, una scadenza vicina) e quelle che te la tolgono (per qualcuno la competizione, per molti il troppo tempo a disposizione). Nota dove finisce il tempo: quello poco, con una scadenza, sta nella prima colonna, quello troppo nella seconda.

Poi cerca il tuo stato migliore. Ricorda un momento in cui tutto andava liscio: dov'eri, cosa facevi, come stavi in piedi, cosa ti dicevi. Quel momento è un posto in cui puoi tornare quando qualcosa va storto, richiamandolo con il corpo e con le parole prima di una telefonata difficile.

Visione, emozione, azione

Un altro schema emerso negli appunti mette in fila 4 passaggi: capisci cosa vuoi, sentilo come un'emozione, agisci in modo deciso, sii grato di quello che hai e di quello che ottieni. La gratitudine sta alla fine, ma riapre il giro. In un'altra formazione erano 3 forze: focus, azione ogni giorno, gratitudine.

Un modo per allenarla è completare la frase "oggi sono grato per..." con cose che non dipendono dalla fortuna: la persona che stai diventando, una decisione difficile che hai preso, i rapporti che hai costruito.

7 strumenti per non spegnerti

Dopo un evento o un periodo carico, l'energia tende a calare. Un formatore elencava 7 strumenti per tenerla viva:

  1. una lista ogni mattina per scaricare quello che pesa (la trovi in Quando un'emozione ti prende il volante);
  2. il movimento;
  3. una playlist che ti carica;
  4. serate e incontri con persone che ti ispirano;
  5. 3 grazie la sera, e anche la mattina;
  6. agganciarti a una guida;
  7. diventare una guida per qualcun altro.

Cosa hai imparato negli ultimi 12 mesi

Un esercizio proposto durante un ritiro di formazione. Prendi un foglio e scrivi tutto quello che hai imparato nell'ultimo anno. Non solo sul lavoro. Un esempio di lista vera:

  • a essere paziente;
  • a relazionarmi con persone diverse da me;
  • ad autodisciplinarmi;
  • a iniziare una conversazione con chiunque;
  • a parlare in pubblico;
  • a costruire relazioni solide;
  • a capire gli stati d'animo delle persone;
  • a leggere libri;
  • a stirarmi le camicie.

Di solito la lista è molto più lunga di quanto pensavi. Già questo cambia l'umore.

Poi viene la domanda che conta: cosa faccio, e come organizzo la mia agenda, perché queste qualità diventino stabili e non restino un periodo fortunato? Se hai imparato a parlare in pubblico, quando parlerai ancora davanti a qualcuno? Se hai imparato a leggere, a che ora leggi? Una qualità che non ha un posto in agenda col tempo si perde.

Errore da evitare

Fare la lista della gratitudine solo quando va male. Funziona se diventa un'abitudine, anche e soprattutto nei giorni normali.

Fonti: appunti di formazione; note di eventi di formazione, 2023. 4 min di lettura.

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