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Rispondi così

Scrivere i tuoi obiettivi partendo dalla fine

Prima guardi il punto d'arrivo, poi torni indietro fino a oggi. Ecco l'esercizio dell'ultimo anno, il piano di vita a 3 orizzonti, gli obiettivi a matrioska e i 7 passi per passare da un sogno a una prima azione.

Frasi pronte da usare

Cosa c'è dietro

Quanto sarà lunga la tua vita non lo decidi tu. Quanto sarà larga sì. Partire dalla fine è un modo per capire con cosa riempirla: guardi prima il punto d'arrivo, poi torni indietro fino a oggi.

Quasi tutti fanno il contrario. Partono da quello che hanno davanti questa settimana e sperano che, sommando le settimane, venga fuori una vita che piace. Di solito viene fuori una vita piena, non per forza la tua.

L'esercizio della fine

Un'ora, carta e penna, 3 domande.

  1. Come vuoi essere ricordato? Scegli un sostantivo e un paio di aggettivi. Per esempio: una persona di parola, generosa, curiosa.
  2. Cosa faresti se ti restasse un anno? E se ti restasse un mese? Le risposte parlano quasi sempre di persone da abbracciare, posti da vedere, un progetto rimandato da anni, qualcuno da ringraziare. Raramente di ore di lavoro in più.
  3. Cosa vuoi lasciare? Un formatore diceva che sei più maturo quando ti interessa di più quello che lasci di quello che ricevi.

Non è un esercizio cupo. Serve a separare quello che conta da quello che occupa spazio.

Il piano a 3 orizzonti

Poi scrivi il piano di vita, partendo dal più lontano:

  • Lungo termine, 20 o 30 anni: cosa vuoi lasciare.
  • Medio termine, circa 10 anni: dove e come vuoi vivere.
  • Breve termine, da 3 a 5 anni: il primo traguardo concreto. Se sei molto giovane, accorcialo a 2 anni.

Per ogni orizzonte tieni separati gli obiettivi personali e quelli professionali: come farlo è spiegato in Scrivere perché ti alzi la mattina. Riprendi il piano almeno ogni 6 mesi. E nota una cosa: sul medio e lungo termine c'è poca concorrenza, perché quasi nessuno ci pensa.

Obiettivi a matrioska

Un'immagine usata in aula: i tuoi obiettivi devono funzionare come una matrioska e contenere quelli degli altri. Se lavori con altre persone, il tuo obiettivo deve essere abbastanza grande da farci stare dentro anche i loro. Se la visione è piccola, non contiene quella di nessuno.

E chi ha obiettivi chiari attira gli altri. Le persone che sanno dove vanno raramente vengono a lavorare per te: più spesso ti chiedono di collaborare. Vince chi ha gli obiettivi più chiari.

Pensare in grande

  • Non mancano i soldi, mancano i sogni. Spesso il limite è una visione piccola.
  • La fatica di pensare in grande è la stessa di pensare in piccolo.
  • A volte pensiamo in piccolo per non mettere a disagio chi ci sta intorno.
  • Una domanda: se la vita non ti avesse mai fatto male, quanto in grande sogneresti?

Poi torna a terra. Sogna in grande, ma concentrati ogni giorno sui piccoli passi.

Dal sogno all'azione: 7 passi

  1. Decidi esattamente cosa vuoi.
  2. Scrivilo.
  3. Dagli una scadenza.
  4. Elenca tutto quello che puoi fare per arrivarci.
  5. Mettilo in ordine di priorità.
  6. Fai subito una prima azione. Non lasciare il posto in cui hai deciso senza aver fatto qualcosa.
  7. Poi un'azione ogni giorno, e lascia lavorare il tempo.

Per controllare che sia scritto bene e trasformarlo in numeri quotidiani, vedi Da un obiettivo a quante telefonate fare oggi.

Il prezzo

Ogni obiettivo ha un prezzo. Le persone pensano a cosa vogliono e quasi mai a cosa costa. Chiediti: cosa sono disposto a fare? A cosa rinuncio? Una frase dura sentita in aula: se non ti alzi presto per i tuoi sogni, un giorno ti alzerai presto per realizzare i sogni di qualcun altro.

Oltre al prezzo che si vede (tempo, soldi, fatica) ce n'è uno nascosto: quello che paghi con i tuoi comportamenti e il tuo atteggiamento. E una trappola: si fallisce quando si abbandona quello che si vuole di più per quello che si vuole adesso.

Uno alla volta

Concentrati su un solo obiettivo grande alla volta. Non avrai risultati con quello che inizi, ma con quello che porti a termine.

Errore da evitare

Scrivere il piano una volta e chiuderlo in un cassetto. Tu cambi, e il piano deve cambiare con te: rileggilo ogni 6 mesi e correggilo.

Fonti: appunti di formazione; note di eventi di formazione, 2024. 5 min di lettura.

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