Cosa c'è dietro
Gli amici e la famiglia sono i primi a cui pensi e spesso i primi a dirti no. Non perché non ti vogliono bene: all'inizio quasi nessuno è interessato a una cosa che non conosce. Il guaio è che con loro un invito sbagliato non costa un appuntamento, costa un rapporto.
Negli appunti c'è un'idea che toglie peso a tutto: i contatti caldi servono a formare il carattere. Con gli sconosciuti impari a spiegare cosa fai. Con le persone vicine impari a reggere un no da chi conta per te, e a restare la stessa persona dopo.
Lo schema in 6 passi
Lo ha raccontato Eric Worre in un training online, ed è pensato per una telefonata, non per un messaggio. Lo riassumo con parole mie.
- Ringrazia. Chiami per dire grazie di esserci. Non è una tattica: se non lo pensi, non dirlo.
- Mostrati vulnerabile. Hai iniziato una cosa nuova, sei emozionato e anche un po' agitato. Lo sei davvero, e dirlo ti rende più vicino.
- Toglila dalla lista. "Non ti sto chiedendo di lavorare con me." Da quel momento la persona smette di difendersi e ti ascolta.
- Chiedile di essere cliente, una volta sola. Una prova, niente di più.
- Chiedile un parere. Cosa ne pensa, cosa cambierebbe.
- Chiedile le sue competenze. Se sa vendere, organizzare, parlare in pubblico, chiedile di farti un po' da consigliera.
Il passo 3 è quello che fa la differenza. Hai tolto la pressione e chiesto aiuto. Spesso, a quel punto, è lei a fare domande.
La premessa che quasi tutti saltano
Se un giorno arrivi entusiasta di una cosa nuova senza aver mai detto che stavi cercando altro, chi ti conosce non capisce. Prima racconta il perché: il lavoro che non ti bastava, quello che cercavi. Sii onesto anche sul resto. Non è tutto meraviglioso e non serve fingere che lo sia.
Poi una frase che lascia la porta aperta: "Ho trovato una cosa. Non so se fa per te o no." Funziona perché è vera, e perché non suona come il messaggio che hai mandato a tutti.
Il trailer, non il film
Prova a raccontare il tuo film preferito in 30 secondi. Non ci riesci, e chi ascolta si fa un'idea sbagliata. Con amici e parenti succede lo stesso: se spieghi tutto al telefono, decidono su un pezzo. Dai il trailer, cioè il motivo per cui ne vale la pena, e lascia il resto a un incontro o a un video.
Errori che si ripetono
Parlare troppo. Più parli, più sembri disperato. Guarda se la persona è aperta, poi fermati.
Aspettarti che tutti dicano sì. Un approccio non va bene per tutti. Il lavoro è andare verso i no: su 200 persone cerchi quella che ti porta all'unica che vuole davvero iniziare.
Non contare i no. Se non li segni, ogni rifiuto sembra il primo. Se li conti, diventano un numero che cresce, e il numero ti dice che stai lavorando. Un obiettivo semplice: almeno 2 no al giorno.
Chiudere il rapporto dopo un no. Uno dei casi raccontati nel training era una persona che aveva detto no 10 anni prima. Resta la persona di sempre: "Va bene se non ti interessa. Cerco persone che vogliono cambiare qualcosa nella loro vita: se ne conosci una, mandala da me."
Anche sui social
Chi commenta i tuoi post è spesso un amico o un conoscente. Rispondi e apri una conversazione: "Grazie del commento! Come va la vita?" Chiedi cosa sta facendo e se gli piace. Un'idea leggera dal training: una foto con 3 dita alzate e la domanda "Quali sono le 3 cose che ti vengono in mente quando pensi a me?". Ti fa scoprire come ti vedono e riapre conversazioni ferme da anni.
Se in famiglia arrivano le critiche, c'è la scheda sul no che non è un verdetto.
Errore da evitare
Mandare a parenti e amici lo stesso messaggio con il link. È il modo più rapido per diventare "quello che ci prova con tutti". Una telefonata, un grazie vero e nessuna richiesta di adesione: il rapporto resta intatto, qualunque sia la risposta.
Fonti: appunti di formazione; appunti di un training online di Eric Worre, 2023. 5 min di lettura.