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Smettere di scambiare solo ore per soldi

Se il tuo reddito dipende solo dalle ore, ha un tetto: le ore della giornata. Ecco la differenza tra ragionare da dipendente e da imprenditore, i 4 quadranti del reddito e perché chi costruisce qualcosa di suo all'inizio viene pagato in ritardo.

Frasi pronte da usare

Cosa c'è dietro

Molti ragionano così: più lavoro, più guadagno. Funziona fino a un punto. Le ore della giornata sono quelle, e quando le hai vendute tutte il reddito si ferma. In aula la chiamavano la ruota del criceto: corri sempre più forte e resti nello stesso posto.

Il punto di partenza proposto era un altro: il mercato paga il valore, non il tempo. Un'ora di un idraulico esperto costa più di un'ora di un principiante perché risolve il problema prima e meglio. Chi ragiona in ore pensa "tot ore, tot soldi". Chi ragiona in valore si chiede cosa porta, a quante persone, e quanto è difficile sostituirlo (i 3 fattori del valore sono anche in Le 6 qualità che contano più del talento).

Un relatore la diceva così: il denaro è l'unità di misura del valore che porti nella vita degli altri. Ricevi in soldi quello che dai in valore. Per questo conviene preoccuparsi meno di quanto hai sul conto e di più di quanto vali. Va presa con giudizio: il mercato non premia sempre, né subito. Ma nel tempo il valore pesa più delle ore.

Dipendente o imprenditore, come modo di pensare

Non è una questione di contratto. Puoi essere dipendente e ragionare da imprenditore, o lavorare in proprio e ragionare da dipendente. Lo schema usato in formazione metteva a confronto 6 abitudini:

  • Orari. Il dipendente ha orari fissi. L'imprenditore finisce quando ha finito.
  • Tempo e denaro. Per il primo il tempo è denaro. Per il secondo il tempo serve a costruire qualcosa che produca anche fuori dalle sue ore.
  • Cosa cerca. Il primo cerca sicurezza. Il secondo cerca prospettiva.
  • Il lavoro. Al primo lo creano gli altri. Il secondo se lo crea.
  • La comodità. Il primo sceglie la comodità oggi. Il secondo accetta la scomodità oggi per avere più scelta domani.
  • La spesa. Per il primo un investimento è un costo. Per il secondo è la condizione per crescere.

Nessuna delle 2 colonne è giusta in assoluto. La sicurezza ha un valore vero, soprattutto con una famiglia da mantenere. Serve sapere da quale colonna stai ragionando quando prendi una decisione.

I 4 quadranti

Robert Kiyosaki, in I quadranti del Cashflow, divide i modi di guadagnare in 4: dipendente, lavoratore autonomo, titolare di un'attività che funziona anche senza di lui, investitore. A sinistra (dipendente e autonomo) il reddito dipende dal tuo tempo, e la sicurezza è la priorità. A destra (attività e investimenti) il reddito dipende da sistemi e capitale, e il rischio fa parte del gioco.

In aula si riassumevano con un verbo ciascuno: il dipendente lavora, l'autonomo si crea il lavoro ed è pagato per le sue competenze, il titolare crea lavoro per altri, l'investitore fa lavorare i soldi.

Spostarsi a destra non è obbligatorio, e non è gratis: chiede competenze, tempo e la capacità di reggere periodi senza entrate. Ma capire in quale quadrante sei ti spiega perché, oltre un certo punto, lavorare di più non cambia niente.

Artigiano o industria

Un'altra distinzione utile. Un'attività artigianale ha tante variabili e dipende ogni volta da chi la fa. Un'attività industriale ha un processo che si ripete, e il suo valore sta nell'aver moltiplicato un sistema. Un processo, per reggere, chiede 3 cose: vendite, controllo della qualità, materie prime in abbondanza. È la differenza tra un reddito legato alle tue mani e uno legato a un sistema.

Economia fuori ed economia dentro

Un relatore distingueva 2 economie. Quella esterna: inflazione, mercati, crisi. Non la controlli. Quella interna: cosa sai fare, come spendi, a chi dedichi il tempo, cosa metti in testa ogni giorno. Quella sì. Gli input che dai al cervello decidono gli output.

A Benjamin Franklin si attribuisce una frase che lo riassume: svuota il portafoglio nella tua testa, e la tua testa riempirà il portafoglio. Libri, corsi seri, tempo con chi ne sa più di te.

Pagati in ritardo

Chi costruisce qualcosa di suo vive quasi sempre la stessa curva. All'inizio porti valore e la ricompensa non arriva, o arriva piccola. Poi arriva, poi c'è un altro periodo di semina. Valore, ricompensa, valore, ricompensa, a zig zag.

In aula si diceva: nei primi anni sei pagato meno di quello che vali, dopo può succedere il contrario. Va letta come una descrizione, non come una promessa. Molte attività non arrivano mai alla seconda fase, e nessuno può dirti quando arriva. Quello che controlli è la semina: quello che fai oggi, di solito, lo vedi tra qualche mese, non tra qualche giorno.

Ci sono cose che si monetizzano subito, come un'ora venduta, e cose che diventano patrimonio: una competenza, un cliente fedele, una reputazione. Le prime pagano oggi. Le seconde pagano per anni.

Per distinguere le spese dagli investimenti nella vita di tutti i giorni, vedi Stare tranquillo con i soldi, anche senza guadagnare di più.

Errore da evitare

Lasciare un lavoro sicuro dall'oggi al domani perché "da dipendente sei un criceto". Si costruisce prima, a fianco, con orari precisi e conti fatti. Poi si decide.

Nota: contenuto divulgativo, non è consulenza finanziaria. Le informazioni riflettono il periodo in cui sono state raccolte.

Fonti: appunti di formazione; note di eventi di formazione; Robert Kiyosaki, I quadranti del Cashflow, 2022. 4 min di lettura.

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