Perché funziona
Davanti a un gruppo non hai il tempo di recuperare. Chi ascolta decide nei primi minuti se seguirti. E si ricorda come l'hai fatto sentire più di quello che hai detto.
L'obiettivo di una presentazione non è rispondere a tutte le domande. È incuriosire abbastanza perché le persone vogliano parlarne ancora, a tu per tu. Lì entrano in gioco le domande giuste e il colloquio di decisione.
Non improvvisare
Chi improvvisa cambia discorso ogni volta e si perde. Chi è bravo ripete le stesse cose, nello stesso ordine, tutte le volte. Meno argomentazioni, più schemi: 3 idee chiare valgono più di 10 ragionamenti.
Preparati prima. 30 minuti prima dell'inizio sei pronto, non stai ancora cercando il collegamento. Vestiti in linea con il pubblico che vuoi avere. Online cura luce, sfondo e audio: sono la tua prima impressione.
Tieni d'occhio la durata. Online stai entro i 35 minuti, dal vivo entro i 45. Dopo, l'attenzione cala per tutti, anche per chi è interessato.
I primi 5 minuti
Sono quelli che cambiano tutto. Sii naturale, non impostato. Sorridi. Se ti viene, fai ridere: una battuta leggera scioglie la sala. Fai stare bene le persone.
Non fare l'arrivato se non lo sei. Se sei giovane e ti atteggi, il pubblico se ne accorge in un minuto. Funziona di più partire da dove eri: "Io ero come voi qualche anno fa, ho fatto questo e mi ha permesso di...". Crei il legame prima del contenuto.
La scaletta
- La tua storia. Breve e vera. Serve a creare empatia (il metodo è in Farsi conoscere prima di proporre).
- Il problema. Le persone si muovono per una svolta (vengono da una vita che non gli piace), una sfida (stanno bene ma vogliono una cosa nuova) o una rivincita (vogliono tornare dove erano). Puoi toccarle in modo diretto, parlando al pubblico, o indiretto, raccontando come le hai vissute tu. Fai sentire quanto costa lasciare le cose come stanno. Ma nessuno deve uscire pensando "è troppo difficile per me".
- La soluzione, in 3 pilastri. Per esempio cosa si impara, chi ti segue, con chi lo fai.
- La chiusura. Un invito all'azione chiaro. Uno solo.
Tenere alta l'attenzione
Senti la temperatura della sala. Se cala, cambia ritmo.
Usa il tono di voce. Volume e pause tengono sveglie le persone più delle slide.
Usa le parole che aprono l'immaginazione: "Immagina se...", "Pensa se...". Metti al centro chi ascolta: "tu", non "io". E "quando", non "se".
Coinvolgi tutto il pubblico, non solo chi risponde. Una domanda a cui rispondere alzando la mano tiene dentro tutti.
Non dire quello che non vuoi che pensino. Se dici "non è una fregatura", in testa resta la parola "fregatura".
Il carisma sul palco
Un formatore lo definiva così: carisma è trasferire entusiasmo. Per questo parla di quello che ti ha entusiasmato davvero, non di quello che pensi di dover dire.
Qualche regola pratica. Alza la tua energia di un 20% rispetto a come parli di solito: voce un po' più alta, più movimento. Usa le pause. Sii sintetico. Parla in seconda persona singolare, come se avessi davanti una persona sola. E smetti di preoccuparti del giudizio: chi ha paura di sbagliare parla piatto.
Ruba come un artista. Guarda chi lo fa bene e prendi spunto. Nessuno nasce originale: anche i più grandi hanno imparato da qualcuno.
Errore da evitare
Voler spiegare tutto. Una presentazione che risponde a ogni domanda toglie il motivo di rivedersi. Chi ascolta esce con troppe informazioni e nessuna decisione.
Fonte: appunti di formazione, 2023. 5 min di lettura.